Annunci
Europa,  VIAGGI- travel

Innsbruck: viaggio nella storia degli Asburgo

Innsbruck, città capoluogo del Tirolo nel cuore delle Alpi, è un piccolo borgo medievale circondato da antiche mura e imponenti palazzi che delimitano un centro storico caratterizzato da strade porticate e incroci di piccole viuzze sulle quali si affacciano case dipinte con colori pastello e affreschi che raccontano le vicende di una delle dinastie più potenti d’Europa: gli Asburgo.
Innsbruck, infatti, è legata a colui che la storia definì “l’ultimo cavaliere” del Medioevo Massimiliano I di Asburgo che, con la sua politica bellica e matrimoniale, caratterizzò gli esordi del Rinascimento. Uomo audace e colto, promosse le arti e le scienze e stabilì a Innsbruck la sua residenza lasciando nel corso del tempo le sue tracce in tutto il Tirolo.

Massimiliano I. Photo TripOrTrek

Massimiliano I D’Asburgo ebbe due mogli: la prima Maria di Borgogna, sposata per amore, l’altra, Bianca Maria Sforza sposata per convenienza.
Se la felicità del primo matrimonio venne interrotta da un incidente di caccia mortale per la giovane Borgogna, il secondo fu segnato dall’infelicità.
L’Imperatore, infatti, non fu mai innamorato di Bianca Maria. Era solito dire che la Sforza, nonostante fosse bella come l’amata prima moglie, non era altrettanto “savia”.
La qualità di Bianca Maria, infatti, stava tutta nella sua ricchissima dote con cui Massimiliano, per celebrare la loro unione e la potenza del suo regno, fece ornare la Neuer Hof di Innsbruck con il “Goldenes Dachl” ( il Tettuccio d’oro), una loggia il cui tetto è formato da oltre 2.500 piccole tegole di rame dorate oggi divenuto il simbolo della città. Bianca Maria non partecipò mai alla vita politica, visse nei castelli di corte in Tirolo e morì di anoressia nel 1510. La sua immagine di regina triste è raffigurata in un bassorilievo conservato nel palazzo del Tettuccio D’oro dove appare insieme all’imperatore e alla sua sua amatissima e mai dimenticata prima moglie Maria di Borgogna.

Hofkirche, photo TripOrTrek

Nel 2019, in occasione dei 500 anni dalla morte di Massimiliano I, la città celebrerà la figura dell’imperatore con un ricco programma di eventi (www.maximilian1.at/en/) ed itinerari che partiranno dal suo luogo simbolo il Tettuccio d’Oro mentre nel museo dell’Arte popolare tirolese, ospitato in un ex convento francescano della città, un video multimediale accompagna i visitatori alla scoperta dei retroscena storici, politici e religiosi dell’epoca di Massimiliano I prima di condurli nella Chiesa di corte Hofkirche, nota anche come “Chiesa degli uomini neri”, nella quale è custodito il sontuoso sepolcro dell’imperatore.

Castello di Ambras. Photo TripOrTrek

Tra miti e leggende Innsbruck nasconde anche le tracce di una favola senza tempo: La bella e La Bestia. Una storia d’amore realmente vissuta e raccontata in un dipinto contenuto nella camera delle meraviglie del castello di Ambras alle porte della città.
Il quadro raffigura l’uomo bestia. Lui si chiamava Petrus Gonsalvus, era un nobile spagnolo affetto da ipertricosi, ciò lo rendeva una bestia nell’aspetto, ma umano nei sentimenti e nell’intelligenza raffinata. I medici di tutte le corti d’Europa lo studiarono per anni, ma solo una donna seppe guardare oltre quel suo aspetto di “mostro” innamorandosi della sua anima: il suo nome era Catherine. La loro storia divenne leggenda, il loro amore una favola tutta da scoprire nel castello di Ambras che conserva anche altre curiosità e cimeli da tutto il mondo raccolti dal pronipote di Massimiliano I, l’arciduca Ferdinando II.

Hofburg. Photo TripOrTrek

Le testimonianze della vita degli Asburgo a Innsbruck sono conservate anche nelle sale del palazzo imperiale Hofburg nelle cui vicinanze si trova il Café Sacher in cui è possibile degustare la famosa torta. Prima di essere imperatori, gli Asburgo erano una famiglia.
Una famiglia numerosa e guidata da una donna, Maria Teresa D’Austria, che nel palazzo imperiale, lasciò un segno tutt’oggi visibile: la sala dei Giganti. L’imperatrice restaurò il castello in stile Rococò e trasformò il salone delle feste in una galleria d’arte che celebrava con grandi ritratti ogni membro degli Asburgo-Lorenza. Volti e sguardi di imperatori che cambiarono l’Europa, ritratti nel fiore degli anni, quando il loro destino non era altro che essere i figli di una delle donne più potenti di tutti i tempi.

Rathausgalerien. Photo TripOrTrek

Lo sfarzo barocco ancora presente in molti edifici, come la sala congressi del Grand Hotel Europa fra i più antichi di Innsbruck (www.grandhoteleuropa.at), convive accanto alle linee contemporanee dei nuovi palazzi che donano alla città un’atmosfera cosmopolita.
Nel corso della visita alle gallerie del municipio Rathausgalerien è d’obbligo prendere l’ascensore e salire all’ultimo piano per godere della vista panoramica dal Café 360°, mentre per chi vuole immergersi nella cultura enogastronomica tirolese è consigliata la cena al Weisses Rossl (www.roessl.at).

trampolino olimpico Bergisel Ski Jump. Photo TripOrTrek

Se Innsbruck rappresenta un’importante meta turistica per le bellezze architettoniche del suo centro, non è possibile passare dalla città austriaca senza fermarsi al vertiginoso trampolino olimpico Bergisel Ski Jump. Un luogo su cui è passata la storia: qui nel 1809 fu combattuta la guerra di indipendenza tirolese che vide contrapposti l’esercito locale, guidato da Andreas Hofen e composto da civili che rivendicavano il “Tiroler land libelt” ovvero il sacro diritto alla difesa dei confini sancito da Massimiliano I nel 1511, e gli eserciti francese e bavarese. Nonostante la strenua difesa tirolese, i francesi ebbero la meglio. Hofen cercò rifugio tra le montagne, ma tradito,fu incarcerato e, per ordine di Napoleone, fucilato nel 1810. Le sue gesta sono ricordate nel dipinto circolare custodito all’interno del vicino Tirol Panorama Museum (www.innsbruck.info). Il colle che aveva visto le sorti contrapposte di francesi e tirolesi venne poi scelto nel 1925 per ospitare la costruzione del primo trampolino che servì per le competizioni olimpiche del 1964 e del 1976. Rinnovato nel 2002 su progetto dell’archistar Zaha Hadid oggi ospita competizioni internazionali ed i suoi 47 metri d’altezza sono valorizzati da un ristorante dalla quale si ammira tutta la città.

ENGLISH

Innsbruck, the capital city of the Tyrol in the heart of the Alps, is a small medieval village surrounded by ancient walls and imposing buildings that delimit a historic center characterized by arcaded streets and intersections of small alleys overlooked by houses painted with pastel colors and frescoes that tell the vicissitudes of one of the most powerful dynasties in Europe: the Habsburgs.
Innsbruck, in fact, is linked to the one who called history “the last knight” of the Middle Ages Maximilian I of Habsburg who, with his war and marriage policy, characterized the beginnings of the Renaissance. Bold and cultured man, he promoted the arts and sciences and established his residence in Innsbruck, leaving his traces throughout the Tyrol over time.
Massimiliano I D’Asburgo had two wives: the first Mary of Burgundy, married for love, the other, Bianca Maria Sforza married for convenience.
If the happiness of the first marriage was interrupted by a fatal hunting accident for the young Burgundy, the second was marked by unhappiness.
In fact, the Emperor was never in love with Bianca Maria. He used to say that Sforza, despite being as beautiful as his beloved first wife, was not so “wise”.
The quality of Bianca Maria, in fact, was all in her rich dowry with which Massimiliano, to celebrate their union and the power of his kingdom, had the Neuer Hof of Innsbruck adorned with the “Goldenes Dachl” (the Golden Roof) , a loggia whose roof is made up of over 2,500 small golden copper tiles that have now become the symbol of the city. Bianca Maria never participated in political life, she lived in court castles in Tyrol and died of anorexia in 1510. Her image as a sad queen is depicted in a bas-relief preserved in the palace of the Golden Tettuccio where she appears with the emperor and the his beloved and never forgotten first wife Maria of Burgundy.
In 2019, on the occasion of the 500th anniversary of the death of Massimiliano I, the city will celebrate the figure of the emperor with a rich program of events (www.maximilian1.at/en/) and itineraries that will start from its symbolic place, the Tettuccio d ‘ Gold while in the Tyrolean Folk Art museum, housed in a former Franciscan convent of the city, a multimedia video accompanies visitors to discover the historical, political and religious background of the era of Maximilian I before leading them to the Hofkirche court church, note also as “Church of the black men”, in which the sumptuous sepulcher of the emperor is kept.
Between myths and legends, Innsbruck also hides the traces of a timeless fairy tale: Beauty and the Beast. A love story really lived and told in a painting contained in the chamber of wonders of the Ambras castle on the outskirts of the city.
The picture depicts the beast man. He was called Petrus Gonsalvus, he was a Spanish nobleman with hypertrichosis, which made him a beast in appearance, but human in feelings and refined intelligence. The doctors of all the courts of Europe studied him for years, but only a woman was able to look beyond that aspect of “monster” by falling in love with her soul: her name was Catherine. Their story became a legend, their love a fairy tale to be discovered in the castle of Ambras which also preserves other curiosities and memorabilia from around the world collected by the great-grandson of Maximilian I, Archduke Ferdinand II.
The testimonies of the Habsburg life in Innsbruck are also preserved in the halls of the Hofburg imperial palace, nearby is the Café Sacher where you can taste the famous cake. Before being emperors, the Habsburgs were a family.
A large family led by a woman, Maria Teresa D’Austria, who left a visible sign in the imperial palace: the room of the Giants. The empress restored the castle in the Rococo style and transformed the ballroom into an art gallery that celebrated every member of the Habsburg-Lorenza with large portraits. Faces and looks of emperors who changed Europe, portrayed in their prime, when their destiny was none other than being the children of one of the most powerful women of all time.
The baroque splendor still present in many buildings, such as the congress hall of the Grand Hotel Europa among the oldest in Innsbruck (www.grandhoteleuropa.at), coexists alongside the contemporary lines of the new buildings that give the city a cosmopolitan atmosphere.
During the visit to the galleries of the Rathausgalerien town hall it is a must to take the lift and go up to the top floor to enjoy the panoramic view from the 360 ° Café, while for those who want to immerse themselves in the Tyrolean food and wine culture, dinner at the Weisses Rossl ( www.roessl.at).
If Innsbruck is an important tourist destination due to the architectural beauties of its center, it is not possible to pass by the Austrian city without stopping at the vertiginous Olympic ski jump Bergisel Ski Jump. A place on which history has passed: here in 1809 the Tyrolean independence war was fought which saw opposing the local army, led by Andreas Hofer and composed of civilians who claimed the “Tiroler land libelt” or the sacred right of defense of the borders sanctioned by Maximilian I in 1511, and the French and Bavarian armies. Despite the strenuous Tyrolean defense, the French prevailed. Hofen sought refuge in the mountains, but betrayed, was imprisoned and, by order of Napoleon, shot in 1810. His exploits are recorded in the circular painting kept inside the nearby Tirol Panorama Museum (www.innsbruck.info). The hill that had seen the opposing fortunes of the French and Tyrolese was then chosen in 1925 to house the construction of the first trampoline that served for the Olympic competitions of 1964 and 1976. Renovated in 2002 based on the project of the archistar Zaha Hadid now hosts international competitions and its 47 meters of height are enhanced by a restaurant from which you can admire the whole city.

Annunci

Hello, my name is Sara and I'm the creator of TripOrTrek. The blog is born from my passion for travel. In my free time, I like discover new places. If you want to know my world, follow my adventures! ---------------------------------------------------------------------------------------------- Ciao, sono Sara, la creatrice di TripOrTrek. Il blog è nato dalla mia passione per i viaggi. Se vuoi conoscere il mio mondo, segui le mie avventure. ------------------------------------------------------------------------------------------------ I contenuti presenti sul blog TripOrTrek dei quali è autore il proprietario del blog non possono essere copiati,riprodotti,pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso. E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore. Copyright © 2012 - 2019TripOrTrek.blog by Sara Panizzon. All rights reserved.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: