30 anni e nuovi viaggi

Avevo otto anni la prima volta che ho fatto la valigia da sola.
Volevo
 arrivare da mia nonna scappando di casa con un piano di fuga unico nel suo genere: saltando dalla finestra.
C’erano solo due ostacoli davanti al mio obiettivo:
 un volo di due metri e un cortile.
Ho riempito un borsone con poche cose 
un libro, un peluche e il pigiama. L’ho lanciato dalla terrazza e poi mi ci sono lanciata io. 
« Ciao nonna sono scappata di casa»
« Come hai fatto?»
« Sono saltata dalla finestra col borsone, posso vivere da te?»
« Ma come dalla finestra! Siediti qui e scrivi a macchina quello che vuoi mentre io chiamo tua madre prima che le venga un infarto».
La macchina da scrivere era una Olivetti verde che trillava ogni volta finivo di battere parole a caso sulla pagina. Mi piaceva quel suono. All’epoca non sapevo che sarebbe divenuto parte della mia vita nonché il mio lavoro. Dalla macchina da scrivere al computer, ma sempre parole scrivo.

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« Che facevi nonna?»
« Stavo scrivendo ad una mia amica in Germania»
« Come l’hai conosciuta?»
« Viaggiando»
« Anche lei ti scrive e parla come te?»
« No, parla una lingua diversa, ma l’amicizia vera, Sara, parla tutte le lingue del mondo. Appena sei più grande vieni in Germania con me che te la presento».
Mi ci portò davvero in Germania, mi ci portò per farmi conoscere la sua amica ma anche una parte della sua storia: durante la guerra si era vista portare via il padre dai soldati tedeschi ed ha trascorso gran parte della vita a cercarlo finchè un giorno non è riuscita a scoprire la verità. Era stato internato in un campo di concentramento e alla fine se l’era portato via il vento come tante altre anime uscite dai camini dei forni crematori. Il dolore per quella scoperta non la fermò, anzi, iniziò ad aiutare altre persone, che come lei avevano perso parenti in guerra, a scoprire altre verità. 
« Sieti davanti Sara, da qui si vede tutto il panorama non è bellissimo?» mi diceva mentre l’autobus lasciava l’Italia verso Austria e Germania. Di viaggi così ne abbiamo fatti tanti.
«Devi conoscere la storia della tua famiglia» E io facevo domande su domande perchè proprio non capivo perchè il mio bisnonno fosse stato portato via senza un motivo.
Ma cosa poteva saperne una bambina della guerra?
Nonna con pazienza mi spiegava tutto, intanto viaggiavamo per pianure, colline, città diverse. Io mi riempivo gli occhi dei colori del mondo, le orecchie, ma soprattutto mente e cuore di storie di paesi diversi, lontani e vicini.
Non ho mai smesso di farlo. Ne voglio smettere ora che compio 30 anni.

picture of eiffel tower
Photo by Thorsten technoman on Pexels.com

Così per iniziare al meglio questo nuovo capitolo della mia vita mi sono regalata due viaggi in luoghi dove non sono mai stata: Parigi e Zanzibar.
“Sai nonna di panorami belli in questi 30 anni ne ho visti tanti dall’aereo, dal bus, dal treno, dal motorino, dalla nave. Se questo compleanno sarà speciale sarà anche per merito tuo che mi hai insegnato a guardare il mondo con occhi sempre nuovi e diversi, a essere onesta con me stessa anche a costo di restare da sola, a essere testarda, a essere libera. Ad essere sempre quella bambina che faceva la valigia e saltava dalla finestra per andare incontro alla felicità».  

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10 thoughts on “30 anni e nuovi viaggi

  1. Che dire? Parole e immagini che riempiono il cuore e che restano nel magazzino della memoria, quasi indelebili e che resisteranno agli attacchi inesorabili del tempo…

  2. Anche se non approvo il saltare dalla finestra e scappare… direi che è bellissimo l’insegnamento di tua nonna e ancor di più ciò che ne hai fatto!
    Essere felice è il viaggio più bello ^_^

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