Karpathos: tra mare e vento

Cita il dizionario “resilienza” è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.
Ultimamente il mio cuore ha subito un colpo ben assestato, eppure, nonostante fosse sul punto di rompersi, ha trovato la capacità di resistere.
Ha trovato un piccolo barlume di speranza in grado di farlo battere nuovamente.
« Fai qualcosa che ti faccia stare bene» mi ripetevo e proprio questo mio cuore delicato mi ha dato la risposta: « Prendi la valigia e vai».
E’ nato così il viaggio a Karpathos.
E’ nato per caso, ma era già scritto nel destino perchè in quell’isola greca, situata a sud del mare Egeo fra Creta e Rodi, ho trovato una parte di me che pensavo dimenticata e una nuova amica.

« Vorrei andare in un’isola che nessuno conosce»
« Karpathos, nota anche come Scarpanto, che nome buffo, ma guarda dista solo due ore da Venezia e ci arrivi diretto con i voli low cost della Volotea. Che ne dici?»
« Partiamo»

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Quotes the dictionary “resilience” is the ability of a material to absorb a shock without breaking.
Lately, my heart has taken a big hit, and yet, despite being on the verge of breaking, has found the ability to resist.
He found a small glimmer of hope able to make it beat again.
“Do something that makes you feel good,” I repeated, and this very delicate heart of mine gave me the answer: “Take your suitcase and go.”
Is born so the trip to Karpathos.
It was born by chance, but it was already written in destiny because on that Greek island, situated south of the Aegean sea between Crete and Rhodes, I found a part of me that I thought forgotten and a new friend.
«I would like to go to an island that nobody knows»
“Karpathos, also known as Scarpanto, what a funny name, but look, it’s only two hours from Venice and you get direct with the low-cost flights of Volotea. What do you say?”
«Let’s go»

Ho trascorso due ore e venti minuti di volo ammirando terre lontane abbracciate da un mare blu.
Ho trascorso due ore e venti minuti di volo ascoltando il mio cuore: era impaziente di atterrare, triste per ciò che lasciava in Italia, ma speranzoso di trovare un po’ di pace.
Poi d’un tratto è apparsa l’isola. «Assistenti di volo prepararsi all’atterraggio» sentenziava in tono metallico la voce del comandante dell’aereo, mentre nel finestrino appariva un quadro dove l’ocra delle montagne, alte e selvagge, spiccava sulle mille sfumature d’azzurro del Mar Egeo.
«Kalimera signorina, benvenuta a Karphatos, salga sul mio taxi».

Venti minuti dopo aver percorso una strada che costeggiando le spiagge si arrampicava sulle montagne per poi ridiscendere dolcemente verso una nuova baia, è apparsa Pigadia, la città principale dell’isola. Un piccolo centro marittimo oggi prettamente votato all’accoglienza dei turisti con un’unica strada principale piena di negozi di souvenir e ristoranti.
« Che ne dici andiamo in spiaggia?»
« Non vedo l’ora»
Sono bastati dieci minuti di passeggiata lungo la banchina del porto per arrivare alla grande spiaggia della città dove sorge anche un villaggio vacanze pieno di italiani. «Ciao mare mi sei mancato» fu il mio primo pensiero prima di tuffarmi nell’acqua cristallina mentre il sole, tramontando, colorava la baia di rosa e arancione.

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I spent two hours and twenty minutes flying admiring distant lands embraced by a blue sea.
I spent two hours and twenty minutes of flight listening to my heart: he was impatient to land, sad for what he left in Italy, but hopeful of finding some peace.
Then suddenly the island appeared. “Flight attendants getting ready for landing,” the aircraft commander’s voice sent in a metallic tone, while in the window appeared a picture where the ocher of the mountains, high and wild, stood out against the thousand shades of blue of the Aegean Sea.
“Kalimera Miss, welcome to Karpathos, get on my taxi.”
Twenty minutes after traveling along a road that skirted the beaches, climbed the mountains and then gently descended towards a new bay, it appeared Pigadia, the main city of the island. A small maritime center today purely devoted to welcoming tourists with a single street full of souvenir shops and restaurants.
“What do you think, we’re going to the beach?”
” I cannot wait”
It took only ten minutes to walk along the quay of the port to get to the large city beach where there is also a holiday village full of Italians. “Hello sea ​​I missed you ” was my first thought before diving into the crystal clear water while the sun, setting, colored the bay of pink and orange. 

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Il secondo giorno è iniziato all’insegna dei buoni propositi: « Noleggiamo un auto per visitare le spiagge».« Ok, dalle mappe quella più vicina è Amoopi».
Presa una Hunday I10 che a stento risaliva le ripide colline di Pigadia, in 10 minuti, l’orizzonte si è aperto verso una delle baie più belle che io abbia mai visto.
L’acqua sfumava dall’azzurro al turchese oscurata solo dall’ombra di piccole barche di pescatori ormeggiate dopo una nottata di lavoro. In cima alla scogliera una piccola chiesa, bianca e con le rifiniture azzurre, vegliava sui naviganti e sui bagnanti.
« Dai cerchiamo un posto»
« Un ombrellone e due lettini costano 8 euro per tutto il giorno»
« Io direi che posso vivere quì» ho replicato al bagnino.
Il cuore delicato, finalmente, aveva trovato il suo angolo di pace e in quell’acqua limpida ho ricominciato a nuotare e a provare quella sensazione di libertà assoluta che solo il nuoto in mare aperto sa donare, mentre bracciata dopo bracciata, ciò che senti nel silenzio degli abissi è solo il ritmo del tuo cuore che si fa tutt’uno con il respiro. Ed è subito felicità. 

The second day began with the good intentions: “We rent a car to visit the beaches.” “Ok, from the maps the nearest one is Amoopi.”
Taking a Hunday I10 that barely climbed the steep hills of Pigadia, in 10 minutes, the horizon opened to one of the most beautiful bays I had ever seen.
The water faded from blue to turquoise darkened only by the shadow of small fishing boats moored after a night of work. At the top of the cliff a small church, white and with blue finishes, watched over the sailors and the swimmers.
«Let’s look for a place»
«An umbrella and two beds cost 8 euros for the whole day»
«I would say that I can live here» I replied to the lifeguard.
At last the delicate heart had found its corner of peace and in that clear water I started to swim again and to experience that feeling of absolute freedom that only swimming in the open sea can give, while an armful after an armful, what you hear in silence of the abyss is only the rhythm of your heart that becomes one with the breath. And it is immediately happiness. 

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I giorni seguenti sono trascorsi alla scoperta di nuove spiagge da sogno: se Amoopi era la mia preferita della costa Est insieme ad Apella e Kyra Panagia, nella parte ad Ovest dell’isola ho amato la spiaggia di Finiki vicino al villaggio di Arkasa, ma soprattutto quella di Lefkos. Karpathos, infatti, ha il pregio di essere un’isola selvaggia. Ha una natura aspra e bella, sferzata dal vento Meltemi che d’improvviso arrivava, con il suo profumo di pini marittimi, a scompigliarmi i capelli. Più cercavo di sistemarli, più lui sferzava. « Accidenti a te ventaccio» ma alla fine vinceva lui e io restavo meravigliosamente spettinata. 

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The following days were spent discovering new dream beaches: if Amoopi was my favorite on the east coast with Apella and Kyra Panagia, on the west side of the island I loved the beach of Finiki near the village of Arkasa, but especially the one of Lefkos. Karpathos has the advantage of being a wild island. It has a harsh and beautiful nature, lashing by the wind Meltemi that suddenly came, with its scent of maritime pines, to ruffle my hair. The more I tried to fix them, the more he lashed. “Damn you, wind” I said, but in the end, it won every time, and I remained wonderfully uncombed. 

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Nel suo entroterra Karpathos nasconde paesini dai riti antichi, dove la vita scorre lenta scandita dai rintocchi delle campane delle chiese ortodosse.
Luoghi dove il tempo si è fermato all’epoca dei pastori che fuggivano dalle coste alle montagne per sopravvivere agli attacchi dei pirati.
Luoghi in cui si respira una storia che affonda le sue radici all’epoca dei Dori. Luoghi come il paese di Olympos. 

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In its hinterland, Karpathos hides villages with ancient rites, where life flows slowly, punctuated by the tolling of the bells of the Orthodox churches.
Places where time has stopped at the time of the shepherds who were fleeing from the coasts to the mountains to survive the pirate attacks.
Places where you can breathe a story that has its roots in the Doric era. Places like the village of Olympos. 

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Arrivarci non è stato semplice: dal porto di Pigadia ho pagato 25 euro per un’escursione in barca che mi ha portato nella costa nord-est dell’isola dove si trova il porto più vicino al paese.
Da lì ho preso un autobus sgangherato che in 20 minuti di strada in salita è giunto a destinazione lasciandomi addosso un discreto senso di nausea oltre alla paura di morire rotolando giù per la ripida montagna. 

Getting there was not easy: from the port of Pigadia, I paid 25 euros for a boat trip that took me to the north-east coast of the island where is the nearest port to the country.
From there I took a rickety bus that arrived at the destination in 20 minutes of uphill road leaving me a fair sense of nausea, in addition to the fear of dying rolling down the mountain. 

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Olympos è incantevolmente decadente.
Gran parte delle case sono disabitate o affittate ai turisti perchè la popolazione locale vive vicino al mare. Vi restano solo pochi e coraggiosi abitanti che accolgono i visitatori con abiti tradizionali e tentano di vendergli qualsiasi cosa. Sono persone orgogliose, ma un po’ chiuse ed il paragone mi è sorto spontaneo: in realtà i greci, come il mio cuore, sono resilienti.
Nonostante la crisi ed il turismo di massa, sono fieri non solo delle loro origini, ricordate nei colori nazionali, bianco e azzurro delle case e delle chiese, ma anche del loro modo di essere. Nonostante i colpi del destino hanno saputo resistere: ricordano il passato, sopravvivono al presente e guardano con fiducia al futuro.
«Cuore mio, fai tesoro anche di questo viaggio e sii resiliente». 

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Olympos is enchantingly decadent.
Most of the houses are uninhabited or rented to tourists because the local population lives near the sea. There are only a few brave inhabitants who welcome visitors with traditional clothes and try to sell anything.
They are proud, but a little ‘closed and the comparison has arisen spontaneously: in reality, the Greeks, like my heart, are resilient.
Despite the crisis and mass tourism, they are proud not only of their origins, remembered in national colors, 
white and blue of the houses and churches but also of their way of being. Despite the blows of fate they were able to resist: they remember the past, they survive the present and look with confidence to the future.
«My heart, learn this beautiful lesson and be resilient». 

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2 thoughts on “Karpathos: tra mare e vento

    1. È un’isola meravigliosa😊 che bella la tua storia 😍 sono sempre più convinta che i viaggi arrivano al momento giusto per insegnarci qualcosa ❤

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