5 COSE DA FARE E VEDERE A YANGON

5 COSE DA FARE E VEDERE A YANGON
Le strade di Yangon nascondono mille storie e volti di un popolo che sta cercando di aprirsi alla globalizzazione senza tradire le proprie origini.
Esplorare la città significa non solo ammirare un passato fatto di splendore e decadenza, ma anche un presente di pace e caos. Yangon, infatti, offre angoli sconosciuti, dove il tempo sembra essersi fermato, ma anche quartieri dove la modernità è arrivata troppo velocemente.

The streets of Yangon hide thousands of stories and faces of a people who are trying to open themselves to globalization without betraying their origins. Exploring the city means not only admiring a past made of splendor and decadence, but also a present of peace and chaos. Yangon, in fact, offers strange corners, where time seems to have stopped, but also neighborhoods where modernity has come too fast.

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LAGO KANDAWGYI
Questo lago artificiale, noto anche con il nome di “Royal lake”, si trova poco distante dalla Shwedagon Pagoda. Il bacino d’acqua è circondato da un grande parco in cui le persone del posto si ritrovano per passeggiare, fare sport, visitare lo zoo o altre attrazioni turistiche tra cui il Karaweik Palace, riproduzione in cemento di una barca reale birmana che al suo interno ospita un ristorante dove ogni sera vengono proposti spettacoli di danze tradizionali.

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This artificial lake, also known as “Royal Lake”, is located not far from Shwedagon Pagoda. The water reservoir is surrounded by a large park where the locals find themselves strolling through wooden walkways across the lake, doing sports, or visiting the zoo or other tourist attractions including the Karaweik Palace, reproduction of a real Burmese boat that houses a restaurant where every evening is offered traditional dance performances.

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LA SULE PAYA E IL QUARTIERE MODERNO
Nel distretto economico della città ho scoperto una realtà molto diversa da quella vista nelle prime ore in Myanmar. Una realtà fatta di grattacieli, alberghi lussuosi, negozi alla moda frequentati da turisti, businessman e benestanti, ma anche di zone multietniche e bambini soli, seduti agli angoli delle strade con la manina tesa a chiedere l’elemosina. In mezzo a questa variegata umanità spiccava in mezzo alla strada la Sule Paya, antico tempio di 2mila anni nonchè punto di partenza per l’itinerario alla scoperta della storia coloniale della città.

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In the economic district of the city, I discovered a reality very different from the one that I’ve seen in the early hours in Myanmar. A reality made of skyscrapers, luxurious hotels, fashionable shops frequented by tourists, businessmen and wealthy, but also multiethnic areas and single children, sitting at the corners of the streets with a hand tending to beg for alms. In the midst of this varied humanity stands the Sule Paya, an ancient temple of 2,000 years old, and a starting point for the itinerary to discover the colonial history of the city.

ITINERARIO TRA I PALAZZI COLONIALI
Ciò che resta del colonialismo inglese a Yangon sono architetture meravigliosamente fatiscenti.
I fasti del passato restano nelle linee signorili degli edifici, ma il presente è fatto di finestre rotte, topi, cani randagi che sonnecchiano davanti ai portoni d’ingresso dei palazzi in stile liberty.
Dagli edifici escono grovigli di rami che con prepotenza cercano la luce bucando tetti e finestre di quelle che un tempo erano dimore di ambasciatori, mercanti, consoli e imprenditori.
A est della Sule pagoda sorge la City Hall, oggi colossale municipio con decorazioni tradizionali come statue e disegni di pavoni e serpenti. Di fianco a questo c’è l’ex Immigration Department un tempo sede di un grande magazzino detto l’Harrods d’Oriente, mentre davanti sorge una grande piazza dove spicca per il suoi mattoni rossi e la torre campanaria quella che era l’Hight Court.
Dalla piazza scendendo a sud, verso il fiume, verso Strand Road si incontrano numerosi edifici un tempo sede delle autorità inglesi ed oggi in stato di semi abbandono.
Cuore della vita coloniale era Pansodan Street dove sorgevano le sedi di banche e di compagnie fluviali. Percorrendola da sud e nord si ritorna alla Sule Paya concludendo così un piccolo viaggio a ritroso nel tempo.

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What remains of British colonialism in Yangon are marvelously crumbling architectures. The splendor of the past remains in the noble lines of buildings, but the present is made of broken windows, rats, stray dogs sleeping in front of the doors of the Liberty-style palaces.
From the buildings come out branches of trees, which, with arrogance, look for light and makes holes on the roofs and windows of those houses that once was inhabited by ambassadors, merchants, consuls, and entrepreneurs. To the east of Sule Pagoda stands the City Hall, today the town hall with traditional decorations such as statues and designs of peacocks and snakes. Next to this, there is the former Immigration Department once home to a department store called the “Harrods of the East”, while in front of this there is a large square where stands out, for its red brick and bell tower, the one that was the Hight Court. From the square go down to the south, towards the river, towards Strand Road. Along your way you will encounter numerous buildings once home to the British authorities and nowadays in the state of abandonment.The heart of colonial life was Pansodan Street, where banks and river companies were established. Take it from the south and north, return to Sule Pagoda and end this trip back in time.

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INYA LAKE
Conoscere la storia della Birmania significa conoscere la vita della sua attuale leader nonchè premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi. La casa, dove fu reclusa per molti anni dal regime militare, si trova vicino al lago Inya, all’università di Yangon e alle ambasciate, lungo la University Ave Road.
Il quartiere è molto ricco e composto da ville in stile hollywoodiano che contrastano con la povertà di altre zone della metropoli. Ogni casa è protetta da alti cancelli e guardie, per cui non è stato facile capire quale fosse l’abitazione di Aung San Suu Kyi. In mezzo a questo sfarzo, però, ci sono angoli di pace come l’Inya Kan Pyar Monastery.
Un monastero buddista affacciato sul lago, immerso nel silenzio di una natura circondata dal cemento della città in espansione. Un luogo in cui prendersi il tempo per riflettere su come si sta evolvendo il Myanmar, fra tradizione e innovazione.
Un luogo dove respirare la pace grazie ai sorrisi dei monaci.
Un luogo che resiste alla modernità grazie a rituali millenari intensi e magici.

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Knowing the history of Burma is to know the life of its current leaders as well as Nobel Peace Prize winner, Aung San Suu Kyi. The house where she was locked up for many years by the military regime, is located near Inya Lake, the University of Yangon and embassies, along University Ave Road. The neighborhood is very rich and consists of Hollywood-style villas contrasting with the poverty of other areas of the metropolis. Each home is protected by high gates and guards, so it wasn’t easy to understand what Aung San Suu Kyi’s home was. Amid the villas, however, there are corners of peace like the Inya Kan Pyar Monastery. A Buddhist monastery overlooking the lake, nestled in the silence of a nature surrounded by the cement of the expanding city. A place to take time to reflect on how Myanmar is evolving, between tradition and innovation.A place to breathe peace thanks to the monks’ smiles. A place that resists modernity thanks to millennial rituals intense and magical.

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PEOPLE’S PARK
Esiste un luogo a Yangon dove si ritrovano tutti gli innamorati per scambiarsi baci fugaci: è il People’s Park. Questo parco è famoso non solo per il luna park con giostre fatiscenti ma funzionanti, ma soprattutto per la sua Love Walk, una passeggiata in cui le persone innamorate possono trovare angoli in cui appartarsi. La love walk, infatti, ha numerose panchine divise le une dalle altre da buffe sagome di cartone. Inoltre, per avere maggiore privacy, tutti gli innamorati si portano dei grandi ombrelli che aprono e posizionano sulle panchine per difendere il loro amore da sguardi indiscreti.

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There is a place in Yangon where all the lovers go to exchange kisses: it’s People’s Park.
This park is famous not only for the fun park but especially for its “Love Walk”, a walk in which loving people can find corners where they stand in peace. The love walk, in fact, has many benches divided by one another from the bunch of cardboard shapes. In addition, to have greater privacy, all lovers carry large umbrellas that open and place on the benches to defend their love from indiscreet looks.

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